Assegno unico familiare: domanda, importi e scadenze 2025
Introduzione
L’Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico (AUUF) rappresenta una delle riforme più significative del sistema di welfare familiare italiano. Introdotto dal Decreto Legislativo n. 230 del 29 dicembre 2021, è diventato operativo a partire dal 1° marzo 2022, sostituendo e unificando la maggior parte delle misure di sostegno economico per le famiglie con figli che esistevano in precedenza. L’obiettivo dichiarato del legislatore era quello di semplificare un panorama frammentato di bonus, detrazioni e assegni, creando uno strumento unico, universale e progressivo, capace di adattarsi alle condizioni economiche di ciascun nucleo familiare.
Prima dell’introduzione dell’Assegno Unico, le famiglie italiane potevano beneficiare di una serie di strumenti differenti: l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) per i lavoratori dipendenti, le detrazioni IRPEF per figli a carico, il Bonus bebè, il premio alla nascita, l’Assegno di natalità (cd. “bonus mamma”) e altri bonus minori. Questa frammentazione creava non poca confusione tra i cittadini, che spesso non sapevano a quali misure avessero effettivamente diritto, con il risultato che molti benefici restavano inespressi per mancanza di informazione o per la complessità delle pratiche burocratiche.
Con l’Assegno Unico, il panorama è stato radicalmente semplificato: un’unica prestazione, erogata mensilmente dall’INPS, che copre tutti i figli a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni (senza limiti di età in caso di disabilità grave), con importi che variano in base all’ISEE del nucleo familiare. In questo articolo approfondiremo ogni aspetto di questa misura, fornendo tutte le informazioni necessarie per presentare la domanda, comprendere gli importi spettanti e conoscere le scadenze fondamentali per l’anno 2025.
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1. Cos’è l’Assegno Unico e Universale
L’Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico è una prestazione economica mensile erogata dall’INPS a favore dei nuclei familiari con figli a carico. Viene definito “unico” perché accorpa in un’unica misura tutti i precedenti strumenti di sostegno alla genitorialità, e “universale” perché spetta a tutte le famiglie con figli, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati, etc.), purché in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
Cosa sostituisce l’Assegno Unico
A partire dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito e assorbito le seguenti misure:
- L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) per i lavoratori dipendenti
- Le detrazioni IRPEF per figli a carico (fino a 21 anni)
- L’Assegno di natalità (cd. “Bonus bebè” o “Premio alla nascita”)
- Il Fondo di sostegno alla natalità
- Gli assegni familiari per i nuclei con figli e orfani
Rimangono invece in vita, separati dall’Assegno Unico, il Bonus Asilo Nido e le detrazioni IRPEF per figli a carico di età pari o superiore a 21 anni.
Decorrenza e durata
L’Assegno Unico viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza (dunque dal momento del concepimento, per i figli nascituri) e fino al compimento del ventunesimo anno di età del figlio, salvo alcune eccezioni importanti. Per i figli con disabilità, invece, non esiste un limite di età: l’assegno continua a essere erogato anche dopo i 21 anni, senza scadenza.
L’importo viene corrisposto mensilmente, di solito tra il 15 e il 20 di ogni mese, con accredito diretto sul conto corrente, sulla carta prepagata o tramite bonifico domiciliato presso Poste Italiane.
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2. Chi ha diritto all’Assegno Unico
Per ottenere l’Assegno Unico è necessario soddisfare una serie di requisiti, che riguardano sia il richiedente (il genitore) sia i figli per i quali si richiede la prestazione.
Requisiti del richiedente
Possono presentare domanda all’INPS i cittadini che soddisfano le seguenti condizioni:
- Cittadinanza: italiana, di uno Stato membro dell’Unione Europea, oppure di uno Stato extra-UE in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, permesso unico di lavoro, permesso per ricerca scientifica, permesso per protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria).
- Residenza: il richiedente deve essere residente in Italia e deve esserlo anche il figlio per il quale si richiede l’assegno. La residenza deve essere effettiva e continuativa.
- Soggiorno: per i cittadini extracomunitari è richiesto il possesso di un permesso di soggiorno di durata almeno semestrale.
Attenzione: per i cittadini di Stati extra-UE, è necessario che il permesso di soggiorno sia in corso di validità al momento della presentazione della domanda. È buona norma verificare la scadenza del proprio permesso prima di inoltrare la richiesta.
Requisiti dei figli
L’Assegno Unico spetta per ogni figlio a carico, con le seguenti specifiche:
- Figli minorenni: l’assegno spetta per tutti i figli di età inferiore a 18 anni, senza alcuna condizione aggiuntiva (se non il requisito della residenza e della cittadinanza del nucleo familiare).
- Figli maggiorenni (18-21 anni): l’assegno può essere richiesto anche per i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché rientrino in una delle seguenti categorie:
– Frequenza di un corso di istruzione scolastica o universitaria (senza limiti di rendimento minimo);
– Svolgimento di un tirocinio o di un’attività formativa retribuita con borsa di studio;
– Registrazione come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego;
– Svolgimento del servizio civile universale.
- Figli senza limite di età: per i figli con disabilità (accertata ai sensi della legge 104/1992), l’assegno viene erogato senza limiti di età, a prescindere dalla loro condizione lavorativa o formativa.
- Figli a carico: i figli per i quali si richiede l’assegno devono risultare fiscalmente a carico del richiedente, ovvero non devono possedere un reddito personale superiore a 2.840,51 euro annui (soglia che sale a 4.000 euro per i figli di età fino a 24 anni, ai fini delle detrazioni IRPEF, ma per l’Assegno Unico il limite resta quello standard).
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3. Importi 2025: tabella per fasce ISEE
L’importo dell’Assegno Unico non è uguale per tutti, ma varia in funzione dell’ISEE del nucleo familiare. Il principio è quello della progressività: più basso è l’ISEE, più alto è l’importo dell’assegno. Per l’anno 2025, gli importi sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT del costo della vita.
Tabella degli importi mensili per figlio minorenne (2025)
Di seguito la tabella aggiornata delle fasce ISEE e dei relativi importi mensili base, validi per l’anno 2025:
| Fascia ISEE | Importo mensile per figlio minorenne |
| Fino a 17.090,61 € | 199,40 € (importo massimo) |
| Da 17.090,62 € a 25.000 € | Importo decrescente in modo lineare |
| Da 25.001 € a 35.000 € | Importo decrescente in modo lineare |
| Da 35.001 € a 45.000 € | Importo decrescente in modo lineare |
| Oltre 45.000 € | 57,70 € (importo minimo) |
Importo massimo: 199,40 € al mese per ciascun figlio minorenne, per ISEE fino a 17.090,61 €.
Importo minimo: 57,70 € al mese per ciascun figlio minorenne, per ISEE pari o superiore a 45.000 €, o in assenza di ISEE (nel qual caso si applica l’importo minimo).
Per calcolare l’importo esatto spettante nella fascia intermedia, l’INPS utilizza una formula matematica che applica una riduzione lineare proporzionale all’aumentare dell’ISEE. In pratica, l’importo decresce gradualmente man mano che l’ISEE si avvicina al tetto massimo di 45.000 €.
Importi per figli maggiorenni (18-21 anni)
Per i figli maggiorenni di età compresa tra 18 e 21 anni (che soddisfano i requisiti di cui sopra), l’importo è ridotto rispetto a quello previsto per i minorenni. Nello specifico:
- Importo massimo: circa 96,90 € al mese (per ISEE fino a 17.090,61 €)
- Importo minimo: circa 28,00 € al mese (per ISEE pari o superiore a 45.000 €)
Esempi pratici di calcolo
Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona il calcolo:
1. Famiglia Rossi: ISEE di 12.000 €, due figli minorenni. L’importo spettante è di 199,40 € al mese per ciascun figlio, quindi 398,80 € al mese totali. Considerando che il terzo figlio non esiste, non si applicano le maggiorazioni per nuclei numerosi, ma l’importo base è già cospicuo.
2. Famiglia Bianchi: ISEE di 30.000 €, un figlio minorenne. L’importo sarà intermedio tra il massimo e il minimo. Applicando la formula di riduzione lineare, si ottiene circa 128,55 € al mese (valore indicativo, il calcolo preciso viene effettuato dall’INPS al momento dell’elaborazione della domanda).
3. Famiglia Verdi: ISEE di 50.000 € (oltre la soglia massima), tre figli minorenni. L’importo base è di 57,70 € al mese per ciascun figlio (importo minimo), per un totale di 173,10 € al mese, cui si aggiungono le maggiorazioni per famiglia numerosa.
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4. Maggiorazioni e incrementi
Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede una serie di maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo complessivo erogato. Ecco le principali.
Maggiorazione per figli disabili
Una delle componenti più importanti dell’Assegno Unico è la maggiorazione prevista per i figli con disabilità. L’incremento varia in base al grado di disabilità accertato:
- Disabilità grave (ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992): maggiorazione di 120 € al mese per ogni figlio con disabilità grave. Questa maggiorazione si applica anche dopo il compimento dei 21 anni, poiché per i figli con disabilità grave non c’è limite di età.
- Disabilità media (accertata ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge 104/1992): maggiorazione di 100 € al mese.
- Disabilità lieve (certificata con verbale di invalidità civile, ma non rientrante nei casi di cui alla legge 104): maggiorazione di 85 € al mese.
Queste maggiorazioni sono cumulabili con l’importo base dell’assegno e con le altre maggiorazioni previste.
Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)
Per i nuclei familiari con almeno tre figli a carico (di cui almeno tre minorenni, oppure con figli maggiorenni fino a 21 anni che soddisfano i requisiti), è prevista una maggiorazione forfettaria aggiuntiva. A partire dal 2025, questa maggiorazione è di 20 € al mese per ogni figlio a partire dal terzo.
In pratica, se una famiglia ha tre figli minorenni, l’importo per ciascuno dei tre figli viene incrementato di 20 € al mese. Per una famiglia con ISEE basso, questo significa un assegno complessivo di circa 219,40 € al mese per il terzo figlio (199,40 € + 20 €), e lo stesso importo maggiorato anche per il primo e il secondo figlio? Attenzione: la maggiorazione per nuclei numerosi si applica in modo differente a seconda delle circostanze. Secondo la normativa, la maggiorazione di 20 € si applica per ogni figlio successivo al secondo, ovvero dal terzo figlio in poi. Quindi per una famiglia con tre figli, la maggiorazione si applica al solo terzo figlio, portando il suo assegno a 219,40 € (se l’ISEE è nella fascia minima).
Maggiorazione per madri under 21
Per le madri di età inferiore a 21 anni, è prevista una maggiorazione aggiuntiva. Questa misura è pensata per sostenere le madri molto giovani, che spesso si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica. L’incremento è di 20 € al mese per ogni figlio, e si applica fino al compimento del ventunesimo anno di età della madre.
Importante: questa maggiorazione non è cumulabile con altre prestazioni analoghe (come l’eventuale maggiorazione per giovani coppie prevista da altre normative), ma è perfettamente cumulabile con l’importo base dell’Assegno Unico e con le altre maggiorazioni (per disabilità, per famiglie numerose, etc.).
Altre maggiorazioni
Esistono ulteriori maggiorazioni, in particolare:
- Maggiorazione per entrambi i genitori percettori di reddito: se entrambi i genitori del nucleo familiare svolgono un’attività lavorativa e percepiscono un reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione una tantum (non mensile) rapportata all’ISEE, che può arrivare fino a un massimo di circa 30 € al mese per nucleo.
- Maggiorazione per figli orfani: per i figli orfani di entrambi i genitori, l’importo dell’assegno è più elevato, arrivando fino a circa 300 € al mese per figlio minorenne (con ISEE minimo).
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5. Come presentare la domanda
La domanda per l’Assegno Unico può essere presentata in diversi modi. Ecco tutte le opzioni disponibili.
Domanda online sul sito INPS
Il metodo più rapido e diretto è la presentazione della domanda attraverso il portale INPS (www.inps.it), accedendo con le proprie credenziali digitali:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2;
- CIE (Carta d’Identità Elettronica);
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Una volta effettuato l’accesso, è sufficiente cercare il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” e compilare il modulo online. La procedura guidata richiede di inserire i dati anagrafici del richiedente, del coniuge/convivente e di tutti i figli per cui si richiede l’assegno, oltre all’ISEE (se già disponibile) e alle coordinate bancarie per l’accredito.
CAF e patronati
Se non si ha familiarità con i servizi online, ci si può rivolgere a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un patronato. Questi enti offrono assistenza gratuita (o a costo molto contenuto) per la compilazione e l’invio della domanda. I CAF abilitati, come CAF ACLI, CAF CGIL, CAF CISL, CAF ITALIA e molti altri, dispongono di personale formato che può guidare il richiedente in ogni passaggio.
I patronati (INAS, ITAL, ACLI, EPASA, etc.) forniscono assistenza gratuita per la compilazione della domanda e per la verifica dei requisiti.
Documenti necessari
Per presentare la domanda è necessario avere a portata di mano:
1. Documento di identità valido del richiedente;
2. Codice fiscale del richiedente, del coniuge/convivente e di tutti i figli;
3. ISEE in corso di validità (se disponibile; in assenza verrà erogato l’importo minimo);
4. Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito mensile;
5. Permesso di soggiorno (per i cittadini extra-UE);
6. Eventuale documentazione attestante la condizione di disabilità del figlio (verbale legge 104 o invalidità civile).
Tempistiche e scadenze
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno. Tuttavia, è importante sapere che:
- Se la domanda viene presentata entro il 30 giugno di un dato anno, l’assegno viene riconosciuto con decorrenza dal mese di marzo dello stesso anno (o dal mese di nascita del figlio, se successivo).
- Se la domanda viene presentata dopo il 30 giugno, l’assegno decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda (salvo diverse disposizioni).
Per l’anno 2025, dunque, è consigliabile presentare la domanda entro il 30 giugno 2025 per ottenere il riconoscimento degli arretrati dal mese di marzo 2025.
Rinnovo annuale
La domanda non va presentata ogni anno, ma è sufficiente presentarla una volta. Tuttavia, l’INPS richiede annualmente la riconferma dei dati attraverso la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’ISEE. Se l’ISEE non viene aggiornato entro il 30 giugno di ogni anno, l’assegno continua a essere erogato ma con l’importo minimo (57,70 € al mese per figlio minorenne) fino a quando non viene presentato il nuovo ISEE.
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6. L’ISEE: come calcolarlo e quando aggiornarlo
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro fondamentale per determinare l’importo dell’Assegno Unico. Senza un ISEE valido, come anticipato, l’importo erogato è quello minimo (57,70 € al mese per figlio minorenne).
Come calcolare l’ISEE
L’ISEE è un indicatore che tiene conto del reddito complessivo del nucleo familiare, del patrimonio (mobiliare e immobiliare) e della composizione del nucleo (numero di componenti, presenza di disabili, etc.). Per calcolarlo è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS, che può essere:
- Precompilata: disponibile online sul sito INPS, già in parte compilata con i dati fiscali presenti nell’Agenzia delle Entrate. È la soluzione più semplice e veloce.
- Ordinaria: compilata manualmente con l’assistenza di un CAF.
La DSU precompilata può essere inviata direttamente online, mentre per quella ordinaria è necessario rivolgersi a un CAF che provvederà alla trasmissione telematica.
Frequenza di aggiornamento
L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Tuttavia, l’INPS considera valido l’ISEE presentato entro il 30 giugno di ogni anno per il calcolo dell’Assegno Unico per tutto l’anno di riferimento. In pratica:
- Se presenti l’ISEE entro il 30 giugno 2025, l’INPS lo utilizza per calcolare l’importo dell’Assegno Unico per tutto il 2025 (con effetto retroattivo dal mese di marzo).
- Se presenti l’ISEE dopo il 30 giugno 2025, l’importo viene ricalcolato a partire dal mese successivo alla presentazione.
Cosa fare in caso di variazioni
Se la situazione economica del nucleo familiare subisce variazioni significative (perdita del lavoro, nascita di un nuovo figlio, variazione del reddito), è possibile presentare una DSU aggiornata in qualsiasi momento dell’anno. L’INPS provvederà a ricalcolare l’importo dell’assegno a partire dal mese successivo alla presentazione della nuova DSU.
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7. Pagamento: tempi e modalità
L’Assegno Unico viene erogato dall’INPS con cadenza mensile, di solito tra il 15 e il 20 di ogni mese. La prima erogazione, dopo l’accoglimento della domanda, potrebbe richiedere un tempo di elaborazione di 30-60 giorni.
Modalità di pagamento
L’importo può essere ricevuto in una delle seguenti modalità:
1. Accredito su conto corrente (IBAN): è la modalità più comune e consigliata. È sufficiente indicare l’IBAN del conto corrente bancario o postale nella domanda.
2. Carta Prepagata: è possibile richiedere l’accredito su una carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution).
3. Bonifico domiciliato presso Poste Italiane: chi non dispone di un conto corrente può ricevere il pagamento in contanti presso l’ufficio postale di residenza, previa presentazione di un documento d’identità valido e del codice fiscale.
Data di pagamento
Non esiste un giorno fisso uguale per tutti. Generalmente, l’INPS inizia i pagamenti tra il 15 e il 20 di ogni mese, ma la data esatta può variare in base all’ufficio INPS competente e al metodo di pagamento scelto. Per verificare lo stato del pagamento, è possibile consultare il fascicolo previdenziale sul sito INPS o chiamare il Contact Center al numero 803.164 (gratuito da fisso) o 06.164.164 (da cellulare, a pagamento).
Conguaglio annuale
Al termine di ogni anno, l’INPS effettua un conguaglio per verificare che gli importi erogati corrispondano effettivamente a quelli spettanti in base all’ISEE effettivo. Questo significa che:
- Se l’ISEE dichiarato era più basso di quello effettivo (e quindi l’INPS ha erogato un importo maggiore del dovuto), l’INPS chiederà la restituzione delle somme eccedenti.
- Se l’ISEE dichiarato era più alto di quello effettivo (e quindi l’INPS ha erogato un importo inferiore al dovuto), l’INPS provvederà a corrispondere le differenze.
Per evitare spiacevoli sorprese, è fondamentale compilare correttamente la DSU e l’ISEE, dichiarando con precisione tutti i redditi e i patrimoni del nucleo familiare.
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8. Figli maggiorenni: regole specifiche
Come accennato, l’Assegno Unico viene erogato per i figli maggiorenni fino al compimento del 21° anno di età, a condizione che il figlio rientri in una di queste categorie:
1. Studente: frequenti un corso di istruzione secondaria superiore, un corso di laurea triennale, magistrale, a ciclo unico, un dottorato di ricerca, una scuola di specializzazione o un master universitario. Non è richiesto un rendimento minimo, ma è necessario che la frequenza sia effettiva e continuativa.
2. Tirocinante o frequentatore di corso di formazione: svolga un’attività di tirocinio o partecipi a un corso di formazione professionale (anche con borsa di studio). L’importo della borsa di studio non deve superare il limite di reddito per essere considerato a carico.
3. Disoccupato e in cerca di lavoro: sia registrato come disoccupato presso un Centro per l’Impiego o un’agenzia per il lavoro, e stia cercando attivamente un’occupazione.
4. Servizio civile universale: stia svolgendo il servizio civile universale.
Cosa succede al compimento dei 21 anni
Al compimento del 21° anno di età, l’Assegno Unico cessa automaticamente per quel figlio, salvo il caso di disabilità grave (come vedremo nel prossimo paragrafo). Da quel momento, se il figlio è ancora a carico fiscalmente, il genitore può tornare a beneficiare delle detrazioni IRPEF per figli a carico, che erano state sospese con l’introduzione dell’Assegno Unico.
È importante segnalare che, per i figli maggiorenni, l’importo dell’Assegno Unico è circa la metà di quello riconosciuto per i minorenni. Questo perché a partire dai 18 anni il figlio viene considerato potenzialmente in grado di contribuire al proprio sostentamento, anche se in molti casi la realtà è ben diversa.
Limite di reddito del figlio
Per essere considerato “a carico” ai fini dell’Assegno Unico, il figlio (anche maggiorenne) non deve avere un reddito personale superiore a 2.840,51 euro annui (al lordo degli oneri deducibili). Questo limite è lo stesso previsto dal TUIR per le detrazioni per figli a carico.
Se il figlio supera questa soglia di reddito, cessa di essere considerato a carico e l’assegno non viene più erogato per lui. Tuttavia, per i figli con disabilità, questo limite non si applica: l’assegno viene erogato a prescindere dal reddito personale del figlio.
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9. Figli con disabilità: tutele e maggiorazioni
L’Assegno Unico riserva un trattamento particolarmente favorevole ai nuclei familiari con figli disabili, riconoscendo la maggiore complessità e i costi aggiuntivi che queste famiglie devono sostenere.
Assenza del limite di età
La disposizione più importante è che per i figli con disabilità grave (accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992) non esiste un limite massimo di età. L’assegno continua a essere erogato anche dopo i 21 anni, per tutta la vita del figlio, senza necessità di ulteriori domande o riconferme (se non l’aggiornamento annuale dell’ISEE).
Per i figli con disabilità media (art. 3, comma 1, Legge 104/1992), l’assegno cessa al compimento del 21° anno di età, come per i figli senza disabilità.
Maggiorazioni per disabilità
Come già illustrato, le maggiorazioni per disabilità sono così strutturate:
- Disabilità grave: +120 € al mese
- Disabilità media: +100 € al mese
- Disabilità lieve: +85 € al mese
Queste maggiorazioni si sommano all’importo base dell’Assegno Unico e sono escluse dal calcolo dell’ISEE (non concorrono a formare il reddito).
Cumulabilità con altre prestazioni
L’Assegno Unico (comprensivo delle maggiorazioni per disabilità) è cumulabile con le seguenti prestazioni:
- Indennità di accompagnamento (per i disabili gravi che ne hanno diritto);
- Pensione di invalidità civile (per i disabili parziali o totali);
- Assegno sociale (per i disabili che ne hanno i requisiti);
- Bonus asilo nido (che resta un bonus separato dall’Assegno Unico).
Non è invece cumulabile con l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) o con le detrazioni IRPEF per figli a carico, essendo state queste assorbite dall’Assegno Unico.
Come far valere la disabilità
Per ottenere le maggiorazioni per disabilità, è necessario che il figlio abbia già un verbale di invalidità civile o un accertamento ai sensi della Legge 104/1992 rilasciato dalla Commissione Medica dell’ASL di competenza. Se il figlio non ha ancora un verbale, è possibile avviare l’iter di accertamento presso la propria ASL.
In fase di domanda dell’Assegno Unico, è sufficiente indicare la presenza di un figlio con disabilità e riportare gli estremi del verbale. L’INPS verificherà automaticamente la documentazione nel proprio database.
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10. Genitori conviventi, separati e divorziati
L’Assegno Unico presenta regole specifiche per la gestione dei nuclei familiari in cui i genitori non sono conviventi, sono separati o divorziati.
Genitori conviventi e coniugati
Se i genitori sono coniugati e conviventi, o se sono conviventi di fatto, l’Assegno Unico viene erogato direttamente al genitore che ha presentato la domanda. In caso di domanda congiunta (consigliata se entrambi i genitori hanno diritto a quote dell’assegno), l’importo può essere suddiviso tra i due genitori in parti uguali, oppure nella misura indicata nel modulo di domanda.
Genitori separati o divorziati
Nei casi di separazione legale, divorzio o cessazione della convivenza, l’Assegno Unico viene generalmente riconosciuto al genitore collocatario, ovvero al genitore presso cui il figlio risiede abitualmente. Tuttavia, se il figlio è affidato in modo congiunto a entrambi i genitori (affidamento condiviso), l’assegno può essere suddiviso:
- 50% a ciascun genitore: se entrambi ne fanno richiesta nel modulo online;
- 100% al genitore richiedente: se solo uno dei due presenta la domanda.
È importante sottolineare che, ai fini dell’ISEE, il nucleo familiare di riferimento per il figlio è quello del genitore collocatario (o di entrambi, in caso di affidamento congiunto e presentazione dell’ISEE “minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi”).
Assegno unico e assegno di mantenimento
L’Assegno Unico è indipendente dall’assegno di mantenimento stabilito dal giudice in sede di separazione o divorzio. L’assegno di mantenimento è un obbligo civilistico tra i genitori, mentre l’Assegno Unico è una prestazione pubblica erogata dallo Stato. Il genitore collocatario che riceve l’Assegno Unico non perde il diritto a chiedere l’assegno di mantenimento all’altro genitore, e viceversa.
Genitore unico o vedovo
Per il genitore unico (madre o padre non coniugato e non convivente con l’altro genitore) o vedovo, l’Assegno Unico viene erogato per intero al genitore richiedente, senza necessità di suddivisioni.
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11. Dichiarazione dei redditi e tassazione
Una domanda che molti contribuenti si pongono è: l’Assegno Unico è tassabile? La risposta è no.
L’Assegno Unico non è un reddito imponibile
L’Assegno Unico è una prestazione assistenziale, non un reddito. Pertanto:
- Non concorre alla formazione del reddito complessivo del nucleo familiare ai fini IRPEF.
- Non va dichiarato nel modello 730 o nel Redditi PF (ex Unico).
- Non deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi.
Questo significa che l’importo ricevuto a titolo di Assegno Unico non aumenta il carico fiscale del contribuente e non influisce sulla determinazione dell’aliquota IRPEF.
Conguaglio INPS
Come accennato, al termine di ogni anno l’INPS effettua un conguaglio per verificare la corrispondenza tra gli importi erogati e quelli effettivamente spettanti. Questo conguaglio si basa sull’ISEE effettivo dell’anno di riferimento e può comportare:
- Recupero di somme: se l’INPS ha erogato più del dovuto (perché l’ISEE aggiornato è risultato più alto di quello dichiarato), l’INPS tratterrà le somme eccedenti dai pagamenti futuri.
- Integrazione: se l’INPS ha erogato meno del dovuto (perché l’ISEE era più basso), provvederà a corrispondere le differenze.
Il conguaglio avviene automaticamente, senza necessità di alcuna azione da parte del beneficiario.
Assegno Unico e ISEE
Sebbene l’Assegno Unico non sia tassabile, è importante sapere che concorre alla formazione dell’ISEE del nucleo familiare. Questo significa che, per il calcolo dell’ISEE dell’anno successivo, l’importo dell’Assegno Unico ricevuto nell’anno precedente dovrà essere indicato nella DSU tra i redditi del nucleo (anche se non è un reddito ai fini IRPEF). L’INPS ha chiarito che l’Assegno Unico rientra tra le “erogazioni liberali” o prestazioni assistenziali che vanno indicate nell’ISEE.
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12. Novità 2025: cosa cambia
L’anno 2025 ha portato alcune novità normative per l’Assegno Unico. Ecco le principali.
Rivalutazione ISTAT
Come ogni anno, gli importi dell’Assegno Unico sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT del costo della vita. Per il 2025, la rivalutazione è stata del 5,4% rispetto all’anno precedente, con un conseguente aumento degli importi massimi e minimi, nonché delle soglie ISEE.
Modifiche alle soglie ISEE
Le fasce ISEE sono state leggermente modificate per tenere conto dell’inflazione. La soglia massima per l’importo massimo (199,40 €) è passata da circa 16.215 € a 17.090,61 €. La soglia oltre la quale si applica l’importo minimo è rimasta a 45.000 €.
Digitalizzazione della domanda
L’INPS ha ulteriormente semplificato la procedura di domanda online, introducendo la possibilità di utilizzare l’identità digitale tramite SPID, CIE o CNS direttamente da smartphone o tablet, senza necessità di computer. Inoltre, è stata potenziata la DSU precompilata per l’ISEE, che ora include automaticamente un numero maggiore di dati fiscali, riducendo il rischio di errori e omissioni.
Potenziamento delle verifiche
A partire dal 2025, l’INPS ha intensificato i controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate per verificare la veridicità dei dati dichiarati nella DSU e nelle domande di Assegno Unico. Questo significa che è ancora più importante compilare correttamente tutti i moduli, dichiarando con precisione redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare.
Estensione delle tutele per i disabili
Con la Legge di Bilancio 2025, sono state estese le tutele per i figli con disabilità grave, confermando l’assenza del limite di età e introducendo una procedura semplificata per il rinnovo della certificazione di disabilità, valida automaticamente fino a nuova comunicazione contraria.
Conguaglio più rapido
L’INPS ha annunciato che il conguaglio annuale per l’anno 2025 sarà effettuato entro il primo trimestre del 2026, con tempi più rapidi rispetto al passato, per evitare che i beneficiari debbano attendere mesi per ricevere eventuali integrazioni.
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13. Assistenza: a chi rivolgersi
Se hai dubbi sull’Assegno Unico o hai bisogno di assistenza per la compilazione della domanda, ecco a chi puoi rivolgerti.
INPS
- Contact Center INPS: 803.164 (gratuito da telefono fisso) oppure 06.164.164 (da cellulare, a pagamento in base al proprio operatore). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00.
- Sito web: www.inps.it — sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”.
- App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti.
- Fascicolo previdenziale: accessibile con SPID/CIE/CNS, consente di visualizzare tutte le pratiche e i pagamenti ricevuti.
CAF (Centri di Assistenza Fiscale)
I CAF offrono assistenza per la compilazione della DSU e della domanda di Assegno Unico. I principali CAF presenti sul territorio nazionale sono:
- CAF ACLI
- CAF CGIL
- CAF CISL
- CAF ITALIA
- CAF UIL
- CAF CONFARTIGIANATO
- CAF COLDIRETTI
L’assistenza è generalmente gratuita per i pensionati e i lavoratori dipendenti che rientrano in determinate fasce di reddito, mentre per gli altri può essere previsto un piccolo contributo spese.
Patronati
I patronati offrono assistenza completamente gratuita per tutte le pratiche previdenziali e assistenziali, inclusa la domanda di Assegno Unico. I principali patronati sono:
- INAS (patronato CISL)
- ITAL (patronato UIL)
- ACLI (patronato ACLI)
- EPASA (patronato CGIL)
- INPAS (patronato Confederale)
Per trovare il patronato più vicino, è sufficiente cercare online “patronato + [nome della propria città]” o consultare l’elenco dei patronati sul sito del Ministero del Lavoro.
Sportello virtuale INPS
Dal 2025, è attivo anche lo sportello virtuale dell’INPS, che permette di prenotare un appuntamento telefonico o in videochiamata con un operatore. Il servizio è accessibile dal sito INPS, area “Prenota appuntamento”.
Comuni e servizi sociali
Alcuni Comuni italiani offrono servizi di assistenza sociale per la compilazione della domanda di Assegno Unico, in particolare per le famiglie in condizioni di fragilità economica. È possibile informarsi presso l’Ufficio Servizi Sociali del proprio Comune di residenza.
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14. Errori comuni da evitare
Per concludere, ecco un elenco degli errori più frequenti che i richiedenti commettono nella presentazione della domanda di Assegno Unico:
Non presentare l’ISEE
L’errore più comune è presentare la domanda senza ISEE, ottenendo così l’importo minimo (57,70 € al mese). Anche se l’ISEE non è obbligatorio per presentare la domanda, è fortemente consigliato farlo contestualmente o subito dopo, per non perdere l’importo maggiorato. Se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno, l’INPS riconosce gli arretrati dal mese di marzo.
Compilare la DSU in modo errato
Errori nella compilazione della DSU (dimenticare di indicare un reddito, sbagliare la composizione del nucleo familiare, etc.) possono portare a un calcolo errato dell’ISEE e quindi a un assegno più basso o, peggio, a un conguaglio a debito.
Non aggiornare l’ISEE
L’ISEE va aggiornato ogni anno entro il 30 giugno. Se si dimentica di farlo, l’importo dell’Assegno Unico torna automaticamente al minimo, con conseguente perdita di centinaia di euro all’anno.
Non comunicare le variazioni
Se cambia la composizione del nucleo familiare (nascita di un nuovo figlio, separazione, decesso, etc.) o la situazione economica, è necessario comunicarlo all’INPS quanto prima. In caso contrario, si rischia di ricevere un importo non corretto e di dover restituire le somme percepite indebitamente.
Confondere l’Assegno Unico con altre prestazioni
L’Assegno Unico ha assorbito molte prestazioni precedenti, ma non tutte. Ricordiamo che restano in vita il Bonus Asilo Nido e le detrazioni IRPEF per figli a carico di età superiore a 21 anni. Non bisogna quindi pensare che l’Assegno Unico sostituisca tutto.
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15. Domande frequenti (FAQ)
L’Assegno Unico spetta anche ai nonni o ad altri parenti?
Sì, in via residuale. Se i genitori sono deceduti, decaduti dalla potestà genitoriale o impossibilitati (per gravi motivi di salute), l’Assegno Unico può essere richiesto da altri familiari (nonni, zii, etc.) che hanno la cura e l’affidamento del minore.
L’Assegno Unico è compatibile con il Reddito di Cittadinanza?
Il Reddito di Cittadinanza è stato abolito dal 1° gennaio 2024 e sostituito dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e dall’Assegno di Inclusione (ADI). L’Assegno Unico è cumulabile con l’Assegno di Inclusione e con il Supporto per la Formazione e il Lavoro, in quanto prestazioni diverse e indipendenti.
Cosa succede se il figlio nasce all’estero?
Se il figlio nasce all’estero ma il genitore è residente in Italia e ha i requisiti di cittadinanza, l’Assegno Unico spetta comunque, a condizione che il minore sia residente in Italia. Per i figli nati all’estero, potrebbe essere necessario presentare documentazione aggiuntiva (certificato di nascita tradotto e legalizzato, etc.).
L’Assegno Unico può essere pignorato?
No, l’Assegno Unico è una prestazione assistenziale non pignorabile, a meno che non si tratti di pignoramento per alimenti (mantenimento) dovuti per legge.
Come si calcola l’importo esatto con ISEE intermedio?
Per calcolare l’importo preciso, l’INPS applica la seguente formula:
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Importo = Importo_massimo + (Importo_minimo – Importo_massimo) × (ISEE – Soglia_minima) / (Soglia_massima – Soglia_minima)
“`
Dove:
- Importo_massimo = 199,40 €
- Importo_minimo = 57,70 €
- Soglia_minima = 17.090,61 €
- Soglia_massima = 45.000 €
Questa formula garantisce una riduzione lineare dell’importo all’aumentare dell’ISEE, senza salti improvvisi.
Posso ricevere l’Assegno Unico se lavoro all’estero?
Se risiedi in Italia ma lavori all’estero, l’Assegno Unico può spettare comunque, a condizione che tu sia residente in Italia (con dimora abituale) e che i tuoi figli risiedano in Italia. Tuttavia, se lavori in un Paese dell’UE, potresti avere diritto a prestazioni familiari anche in quel Paese: in questo caso si applicano le regole del Regolamento UE sulla coordinazione dei sistemi di sicurezza sociale.
Ho diritto all’Assegno Unico se sono disoccupato?
Sì, l’Assegno Unico spetta a tutte le famiglie con figli, indipendentemente dalla condizione lavorativa del richiedente. Anche i disoccupati, i cassaintegrati, i lavoratori in mobilità e i pensionati hanno diritto all’assegno, a condizione che soddisfino i requisiti di cittadinanza, residenza e ISEE.
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Conclusioni
L’Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico rappresenta un punto di svolta nelle politiche familiari italiane. Con la sua introduzione, il legislatore ha voluto semplificare e razionalizzare un sistema di welfare familiare che era diventato troppo frammentato e complesso, creando uno strumento unico, universale e progressivo.
Per l’anno 2025, l’Assegno Unico conferma la sua importanza come ammortizzatore sociale per le famiglie con figli, con importi rivalutati all’inflazione e procedure di accesso sempre più digitalizzate e semplificate. La possibilità di ricevere fino a quasi 200 euro al mese per ciascun figlio minorenne (più le maggiorazioni) rappresenta un aiuto concreto e significativo per molti nuclei familiari, soprattutto quelli con ISEE più basso.
Tuttavia, per beneficiare appieno di questa misura, è fondamentale:
1. Presentare la domanda entro il 30 giugno 2025 per non perdere gli arretrati.
2. Aggiornare l’ISEE ogni anno entro la stessa scadenza.
3. Comunicare tempestivamente eventuali variazioni del nucleo familiare o della situazione economica.
4. Conservare la documentazione (ricevute, verbali, ISEE) per eventuali controlli futuri.
In caso di dubbi o difficoltà, non esitate a rivolgervi a un CAF, a un patronato o al Contact Center INPS. L’assistenza è disponibile e gratuita, e può fare la differenza tra ricevere l’importo corretto o perdere parte del beneficio.
L’Assegno Unico è un diritto delle famiglie italiane: conoscerlo e saperlo richiedere correttamente è il primo passo per esercitarlo pienamente.
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*Articolo informativo aggiornato al 2025. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per maggiori dettagli e per verificare la propria situazione specifica, si consiglia di consultare il sito ufficiale INPS (www.inps.it) o di rivolgersi a un CAF o patronato di fiducia.*







